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Valutazione del primo anno istituzionale del portavoce Pier Marco Fossati e decisioni conseguenti

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COMUNICATO STAMPA

della base degli iscritti e attivisti del M5s Lissone

“Valutazione del primo anno istituzionale del portavoce Pier Marco Fossati e decisioni conseguenti”

Lissone, 8 giugno 2018

Il M5s ha acquisito nel corso degli anni un’autorevolezza significativa, sia sul territorio che all’interno del Movimento.

Un gruppo capace di produrre importanti eventi pubblici e progetti condivisi. Basti ricordare le serate sulle vaccinazioni pediatriche, la legalita’ in Brianza, il futuro dell’Unione europea, il lavoro e l’impresa, le scuole, oltre al progetto per lo sviluppo di una rete ciclabile a Lissone e la proposta per la riqualificazione del parco del Pratone.

Un gruppo capace di esprimere in Consiglio posizioni nette e ponderate, qualificate da uno studio approfondito e competente, e capaci di identificare il Movimento di Lissone come un gruppo consiliare serio, competente, professionale e caratterizzato da un grande lavoro di gruppo, vibrante e proficuo seppure (o forse grazie a) approcci e convinzioni diversi dei singoli membri della comunita’ degli attivisti. I diversi esposti presentati in procura e al prefetto, i ricorsi al TAR, per non parlare delle numerose proposte accettate a maggioranza dal Consiglio, sono la prova incontestabile di quanto la volonta’ dei singoli cittadini sia in grado di portare a risultati notevoli anche in contesti istituzionali e complessi.

In poche parole, il Movimento e il portavoce a Lissone esistevano perche’ c’era un gruppo unito e impegnato per la citta’. E non il contrario, in cui il gruppo esiste perche’ c’e’ il Movimento e un portavoce. Differenza abissale che spieghiamo meglio piu’ avanti.

Oggi, tuttavia, lo stesso Movimento affronta un momento di transizione critico e delicato, che per la trasparenza e il rispetto dei principi fondanti e dei simpatizzanti del territorio, e’ necessario denunciare e portare all’attenzione di tutti.

Il M5s Lissone, rappresentato in questa istanza dagli scriventi, solleva le seguenti questioni di opportunita’ e illegittimita’ messe in atto da un’altra parte del gruppo e dal portavoce in Consiglio comunale che non consentono piu’ il sereno proseguimento del lavoro sul territorio e la perpetuazione delle meritorie attivita’ sopra esposte. Di seguito, un elenco, non esaustivo, degli atti piu’ gravi accaduti nei pochi mesi passati.

Totale assenza di spirito di condivisione del portavoce Pier Marco Fossati nell’assumere e condurre il suo importante ruolo in Consiglio comunale oltre alla completa ignoranza della sua posizione all’interno del gruppo. Ne sono testimonianza: 

 

a. il costante ricorso all’IO negli interventi istituzionali e pubblici, disconoscendo implicitamente il supporto del gruppo e i principi del Movimento. Aspetto su cui il gruppo si era piu’ volte espresso e sembrava che il portavoce avesse colto la criticita’, migliorandosi.

Con l’allontanamento del gruppo “critico”, non avendo i restanti attivisti nessuna ambizione di migliorare il portavoce preferendo invece appoggiarlo aprioristicamente, il problema si e’ ripresentato tanto da essere colto addirittura dal Listone che ha sottolineato il ricorso continuo all’IO in contrapposizione al precedente portavoce.

L’articolo di giornale del 29 maggio 2018 non lascia dubbi, nel punto in cui Fossati dichiara: IO sono il capogruppo in Consiglio e IO rappresento il M5s. Tutto il resto non conta

b. l’intenzione, piu’ volte espressa, di dettare le linee al gruppo, invece di riceverle come lascia chiaramente intendere il termine “portavoce”. Il risultato e’ l’appassimento del gruppo in termini di partecipazione (consigli comunali sul bilancio, per esempio), impegno (nessun emendamento al bilancio) e rapporti sociali. Il soffocamento di ogni desiderio di partecipazione e di VOGLIA DI RIPRENDERSI IL PROPRIO FUTURO e’ evidentissimo nell’email dell’8/2:se si vuole collaborare serve riconoscersi nel MoVimento senza polemiche e remare tutti nella stessa direzione. Il contributo dei singoli e la loro intelligenza, cosi’ come il meglio della democrazia, in cui ognuno contribuisce con le proprie abilita’ e peculiarita’, sono annullate in nome del pensiero unico a 5 stelle. Che, si noti, e’ solo il suo, frutto della sua personale interpretazione.

c. la volonta’, sempre piu’ evidente, di dividere il gruppo tra coloro che sono d’accordo con lui e lo appoggiano incondizionatamente, e quelli che intendono far funzionare il gruppo, fornendogli prezioso materiale per il Consiglio comunale, ma anche mossi dall’obiettivo imprescindibile di formare il portavoce, fornendogli gli adeguati stimoli e consigli per affrontare il difficile contesto consiliare e migliorare i propri interventi

d. dichiarata intenzione di escludere i singoli da attivita’ di cui lui dovrebbe essere portavoce. Le espressioni usate con alcuni del gruppo (“non voglio piu’ la tua collaborazione”) sono in grave violazione dei principi di condivisione e inclusione del Movimento, che mettono la comunita’ al primo posto, con il portavoce al massimo primus inter pares e non certo direttore d’orchestra di cui un Movimento non ne sente il bisogno. Giova ricordare l’art.1 del non-statuto “Il “MoVimento 5 Stelle” è una “non Associazione”. Rappresenta una piattaforma ed un veicolo di confronto e di consultazione”. L’approccio del portavoce ha reso del tutto sterile la volonta’ di confronto e consultazione all’interno del gruppo.

A cio’ si aggiunga l’ipocrisia e violenza alla logica di invitare coloro che “vogliono partecipare” a rispondere all’email con cui il portavoce ha inteso creare una nuova mailing list (8/2: Naturalmente la porta è aperta a tutte le persone che vogliono collaborare ).

Oltre al recente comunicato con cui si inaugura il nuovo sito movimento5stellelissone.it e si invita “chiunque voglia partecipare” a scrivere all’indirizzo email. Peccato che sia il portavoce stesso a non voler collaborare con le persone.

Si ricordi il Codice Etico, e gli obblighi elencati all’art.3

- a mantenere una relazione con gli iscritti tramite il recepimento delle ragionevoli proposte dai medesimi formulate durante l’arco del mandato elettivo;

e. la sempre crescente assenza di trasparenza messa in atto in ogni momento, sia indotta, con la preoccupante richiesta di consiglio rivolta a singoli attivisti, senza la minima condivisione, sia accettata, con la contestabile indifferenza con la quale si approva che il contributo dei singoli sia inviato personalmente al portavoce senza condividerlo col gruppo. Da rimarcare, inoltre, come certe iniziative siano esclusiva di alcuni singoli attivisti, come il video degli auguri di Natale girato “con chi c’era” ma anche con chi “e’ stato chiamato” discrezionalmente; l’organizzazione di banchetti senza alcun passaggio in assemblea; interrogazioni protocollate senza preventiva condivisione col gruppo.

f. l’opinabile approccio delatorio verso il gruppo nella vicenda delle candidature, manifestazione di una chiara sfiducia verso il gruppo. La dichiarazione di volere denunciare comportamenti scorretti “ai vertici” denota l’assunzione da parte sua di diritti e poteri che non ha e non puo’ avere.

g. la scelta contestabile e contestata di contattare personalmente singole persone che si erano allontanate dal gruppo senza motivazioni, senza promuovere e incentivare una discussione interna sull’opportunita’ del loro rientro, cosi’ vanificando od ostacolando il fondamentale filtro all’ingresso di nuove persone nel Movimento.

Risulta poi sconcertante qualsivoglia conoscenza dei principi del Movimento nei termini della partecipazione e trasparenza.

a- nessun accenno all’inclusione di attivisti che da anni lavoravano nel Movimento e sul territorio dopo che questi avevano manifestato l’intenzione di uscire, in dissenso proprio col portavoce (Federico Raiser, Ilaria Beretta, Umberto Santamaria). L’assenza da parte sua di ogni minima riflessione sull’uscita di brillanti attivistie sui contenuti, in particolare, dell’email di Federico Raiser sull’importanza del portavoce nel rasserenare il gruppo, e’ sconcertante.

b- gravissime le dichiarazioni rilasciate al Giornale di Monza sullo stato attuale del gruppo di Lissone, in cui si rendeva pubblico il dibattito interno e si davano interpretazioni di parte, danneggiando pesantemente l’immagine del M5s e l’onorabilita’ di singoli iscritti.

Art. 3 Ciascun iscritto ha il dovere: 3. di astenersi da comportamenti che possano pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle;

4. di attenersi a criteri di lealtà e correttezza nei confronti degli altri iscritti;

cui seguono possibili sanzioni all’art.11

h) I comportamenti che possono determinare l’adozione di provvedimenti sanzionatori sono, tra l’altro: 3. mancanze che abbiano provocato o rischiato di provocare una lesione all’immagine od una perdita di consensi per il MoVimento 5 Stelle, od ostacolato la sua azione politica;

Codice Etico

Art.1 – PRINCIPI GENERALI

evitando toni e linguaggio che sottendano atteggiamenti di aggressività e prevaricazione.

c. la totale confusione tra la titolarita’ del simbolo e la responsabilita’ politica. La prima non attribuisce automaticamente la seconda, la quale e’ chiaramente ed espressamente attribuita alla rete e, nel particolare, ai cittadini. Aspetto che, di nuovo,si evince senza ombra di dubbio dal termine PORTA-VOCE

Art. 2 - Principi e finalità a) Il MoVimento 5 Stelle vuole realizzare un efficiente scambio di opinioni ed un confronto democratico, riconoscendo a tutti gli iscritti, in conformità con le disposizioni del presente Statuto ed in specie attraverso lo strumento della Rete, un effettivo ruolo di indirizzo e determinazione delle scelte fondamentali per l’attività politica dell’associazione.

Art.3 - b) Ciascun iscritto al “MoVimento 5 Stelle” ha il diritto: 1. di concorrere alla definizione dell'indirizzo politico degli eletti

2. di partecipare, esprimendo il proprio voto, alle votazioni in rete indette per la determinazione delle scelte fondamentali per l’azione politica del MoVimento 5 Stelle, fra le quali, in particolare, la scelta dei candidati alle elezioni e l’approvazione del programma politico da perseguire

Ma anche il nuovo Codice Etico

Art. 3

il criterio democratico di votazione a maggioranza per la determinazione della linea politica adottata dagli esecutivi, a qualsiasi livello, espressi dal MoVimento 5 Stelle

Sintetizza questi principi la prassi costante e riconosciuta nel M5s della remissione del mandato del portavoce alla base degli iscritti e degli attivisti del territorio, come prova della sua natura di dipendente della base degli elettori. Ancora una volta, e’ stupefacente la leggerezza con la quale Pier Marco Fossati ha scritto sulla chat dei meetup MB che questo tipo di assemblee per il il rinnovo del mandato “non si faranno mai”, perche’“non organizzata dal gruppo (suo)”. Concludendo con una frase che basterebbe a collocare il portavoce fuori dal M5s: “il miglior modo di rispondere agli attivisti e’ ignorarli”

d -l’appoggio incondizionato alle scelte di alcuni membri del gruppo di Lissone di candidarsi alle elezioni senza alcuna condivisione con la base (Elena Cozzi). Si rinvia nuovamente al nuovo Statuto, art.2

Il MoVimento 5 Stelle promuove, attraverso idonee piattaforme internet od altre modalità, eventualmente anche non telematiche, la consultazione dei propri aderenti per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica

e- l’insistenza, illegittima, nel classificare gli attivisti in base al loro impegno con la costante richiesta al gruppo di escludere indiscriminatamente chi non si impegnasse abbastanza. Atteggiamento ribadito in varie chat in cui il portavoce ricordava che i “fuoriusciti” (sic) non avessero fatto nemmeno un banchetto nei 3 mesi precedenti alle elezioni.

Pur contestando queste affermazioni, si ricorda nuovamente i doveri degli iscritti elencati nello Statuto, all’art.3

5. di concorrere attivamente all’azione politica del MoVimento 5 Stelle, avuto riguardo alla propria situazione personale ed alle proprie capacità;

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Sulla sbalorditiva assenza di umilta’ e disponibilita’ ad accettare il confronto e i consigli non e’ necessario ne’ utile soffermarsi, appartenendo essi alla categoria dell’essere, caratterizzazioni del carattere e della natura umana dei singoli che non possono rappresentare in se’ una colpa.

In conclusione, ricordiamo pero' al sig. Pier Marco Fossati che il non-Statuto, documento che lo legittima (o legittimava prima che entrasse in vigore il nuovo regolamento), afferma che il Movimento 5 stelle “vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi”.

Non ha quindi bisogno di RAPPRESENTANTI, ne’ tanto meno di persone che “indicano strategie” o “decidono con chi collaborare”.

Si rammenta al consigliere portavoce Pier Marco Fossati che lo Statuto prevede espressamente sanzioni disciplinari all’art.5 per i fatti sopra esposti, e nelle seguenti modalita':

Art. 11 - Procedimento per l’irrogazione di sanzioni disciplinari - b) Gli iscritti candidati ad una carica elettiva possono essere sottoposti a sanzioni disciplinari anche per: 3. promozione, organizzazione o partecipazione a cordate o gruppi riservati di iscritti;

c) Gli iscritti eletti ad una carica elettiva possono essere sottoposti a sanzioni disciplinari anche per: 3. mancata cooperazione e coordinamento con gli altri iscritti, anche all’interno delle assemblee elettive, per la realizzazione delle iniziative e dei programmi del “MoVimento 5 Stelle”;

Alla luce di quanto esposto e condiviso durante l’assemblea degli iscritti, il signor Pier Marco Fossati non ha piu’ la fiducia della base e deve astenersi dall’agire e rilasciare dichiarazioni a nome del M5s e per conto degli attivisti.

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